Dati e ricerca per il benessere dei territori

La mortalità in Italia: il potenziale inespresso dei dati territoriali

La mortalità in Italia: il potenziale inespresso dei dati territoriali

Ogni anno, in Italia, si registrano circa 650.000 decessi. Ogni singolo evento è tracciato da un certificato medico, un codice diagnostico e una registrazione anagrafica. Queste informazioni confluiscono nei database ISTAT, costituendo a tutti gli effetti il più dettagliato archivio sulla mortalità a livello provinciale disponibile nel nostro Paese.

Ciononostante, questo patrimonio informativo risulta ampiamente sottoutilizzato.

Gli organi di informazione tendono a privilegiare i dati aggregati su scala nazionale; gli enti filantropici ed erogatori spesso finanziano iniziative di welfare e ricerca senza il supporto di strumenti analitici granulari; le amministrazioni locali, infine, si trovano frequentemente ad assumere decisioni di salute pubblica in assenza di un quadro esatto delle cause di mortalità della propria cittadinanza.

Questo deficit informativo non è accidentale, ma deriva da tre criticità strutturali che il Centro Studi Borea si propone di affrontare e risolvere.

1. L’inaccessibilità sostanziale dei dati

Il database ISTAT sulla mortalità per causa è un archivio pubblico. In via teorica, l’accesso è garantito a chiunque. Nella pratica, tuttavia, l’estrazione e l’elaborazione di tali informazioni richiedono competenze specifiche: padronanza delle procedure di accesso civico (D.Lgs. 33/2013 e D.Lgs. 97/2016), gestione di formati di dati grezzi e una conoscenza approfondita della Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-10). Queste barriere tecniche limitano di fatto l’utilizzo della risorsa a una ristretta cerchia accademica, i cui risultati restano spesso confinati alla letteratura scientifica specialistica, faticando a raggiungere il dibattito pubblico. Di conseguenza, i dati esistono, ma non generano valore diffuso.

2. Il limite delle medie nazionali

Il dibattito pubblico sulla salute si concentra prevalentemente su medie nazionali (es. l’incidenza delle malattie cardiovascolari come prima causa di morte o i tassi di mortalità per specifiche patologie oncologiche su base centomila abitanti). Pur essendo statisticamente corretti, questi numeri offrono un quadro parziale e potenzialmente fuorviante.

Dietro il dato aggregato si celano infatti divergenze provinciali significative, con scostamenti che in alcuni casi superano il 100%. Due province limitrofe e con caratteristiche socio-culturali affini possono registrare tassi di mortalità diametralmente opposti per specifiche patologie. Queste discrepanze riflettono disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari, differenti esposizioni a fattori di rischio ambientale e variazioni negli stili di vita: dinamiche territoriali che necessitano di essere indagate e portate all’attenzione pubblica.

3. L’assenza di mediazione informativa

Anche laddove i dati territoriali vengano resi disponibili, si registra la mancanza di figure in grado di interpretarli e tradurli per un pubblico non specializzato senza incorrere in banalizzazioni. La comunicazione in ambito sanitario oscilla spesso tra l’eccessiva semplificazione, che rischia di generare allarmismi o incomprensioni, e l’astensione, che lascia spazio alla disinformazione. Il giornalismo dei dati (data journalism) applicato alla salute pubblica necessita di un forte sviluppo in Italia, e il Centro Studi Borea intende contribuire attivamente a questa evoluzione.

La missione del Centro Studi Borea

Il Centro Studi Borea è un ente di ricerca indipendente specializzato nell’analisi della mortalità su base provinciale in Italia. Operiamo applicando metodologie statistiche rigorose ai dati ISTAT e alle codifiche ICD-10. Il nostro obiettivo strategico è trasformare i dati grezzi in informazioni intellegibili, operative e di supporto per decisori politici, media e società civile.

Nello specifico, le nostre attività si concentrano su:

  • Analisi territoriale: Esaminare le differenze provinciali per le principali cause di morte (malattie cardiovascolari, neoplasie, patologie respiratorie, cause esterne) e divulgarne i risultati in formato accessibile.
  • Supporto decisionale e informativo: Fornire contenuti analitici a giornalisti, amministratori pubblici e fondazioni per favorire una comprensione profonda delle dinamiche sanitarie locali.
  • Monitoraggio istituzionale: Analizzare sistematicamente i report delle principali istituzioni (ISTAT, ISS, OMS, Eurostat), integrandoli con la prospettiva territoriale, spesso assente.
  • Costruzione di un hub di ricerca: Costituire un archivio analitico continuativo, destinato a diventare un punto di riferimento per lo studio delle cause e delle dinamiche di mortalità nelle province italiane.

Il valore sociale dell’analisi demografica

L’analisi della mortalità non rappresenta un mero esercizio statistico, bensì uno dei più accurati indicatori a disposizione per valutare la qualità della vita di una comunità, l’efficienza del Servizio Sanitario e l’impatto delle politiche pubbliche e ambientali.

L’utilizzo rigoroso e consapevole di queste informazioni costituisce un atto di rispetto verso il passato e un servizio essenziale per la programmazione del futuro.

Benvenuti nel Centro Studi Borea.